Tid  3 timer 46 minutter

Koordinater 1660

Uploaded 23. marts 2019

Recorded marts 2019

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471 m
94 m
0
3,3
6,6
13,28 km

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tæt på Ponte Lodola, Emilia-Romagna (Italia)

Ennesimo giro sulle colline di Borzano di Albinea. Si percorre in senso orario l'intero anello del sentiero cai 614, con l'unica variante per ammirare la tana della Mussina, una grotta sepolcrale. Si parcheggia in via Ariosto o in via Comparoni per poi prendere verso est Via Mattaiano. In località Ca' dei Duchi si gira a dx verso sud e si comincia a salire verso Ca' del Vento. Rientro ad anello su bella e comoda strada bianca.
Estratto da www.turismo.comune.re.it
L’area attraversata dal sentiero vanta la presenza di habitat particolari tanto da valere il riconoscimento di Sito di Importanza Comunitaria da parte della Comunità Europea. Attraversando la zona, lungo un saliscendi con dislivello di 430 m si incontreranno affioramenti rocciosi, in particolare i Gessi Messiniani che caratterizzano la zona, affiancati ad affioramenti di natura argillosa. La presenza di formazioni gessose conferisce al territorio una particolare morfologia, connotata da grotte, doline e inghiottitoi. Ed è per questo immancabile la sosta alla Tana della Mussina, importante sito archeologico, grazie al rinvenimento di interessanti reperti ma anche luogo magico, pervaso dall’atmosfera tipica delle leggende, fatte un po’ di storia e un po’ di fantasia, che vogliono la tana abitata dalla Mussina personaggio storico a metà tra la maga e la strega. Così la vegetazione alterna boschi a prati, vegetazione acquatica a quella rupestre, in un trionfo di colori e profumi da assaporare.
Passando da Borzano è d’obbligo la tappa al Castello di Borzano, di origini medievali la cui storia è strettamente collegata alla famiglia dei Manfredi, nobili di stirpe longobarda che hanno avuto un importante ruolo nella storia reggiana. La zona del Castello è tutt’oggi interessata da scavi geologici, compiuti per mano del Gruppo Archeologico Albinetano con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Emilia Romagna, che hanno portato alla luce interessanti resti di una necropoli risalenti al VII secolo d.C..

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