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2.341 m
1.267 m
0
7,6
15
30,37 km

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tæt på Fiames, Veneto (Italia)

Un giro al quale ho dato un livello di difficoltà alto non tanto per il chilometraggio o per il dislivello, ma perchè prevede circa 30 min di portage in salita e richiede una buona capacità di conduzione della bici in discesa.
L'unico periodo dell'anno in cui è possibile percorrere questa traccia è quello tardo-autunnale in quanto è altamente sconsigliato d'estate visto che il percorso è molto frequentato da escursionisti a piedi. Tutta la Val Travenzanses è inibita al transito delle bici come anche il sentireo che dal Rif Di Bona conduce alla Forcella Col Dei Bos. Quindi, fermo il rimanendo il rischio che si assume chi decide di percorrere sentieri del genere in ogni stagione, è tanto meno pericoloso quanto più è difficile incontrare molte persone a piedi. Se in primavera è facile che alla sommità della Forcella Col Dei Bos (mt 2331 slm) vi sia neve, d'inverno ne sono sicuro. Quindi si può fare solo se si ha la fortuna di avere un bel mese di ottobre che negli ultimi anni è stato caratrrerizzato dal temperature miti e cielo sereno. Se poi si trova una giornata di cielo terso come quella che abbiamo trovato noi allora diventa l'escursione perfetta!
Si parte da Fiames dove c'è l'ampio parcheggio dove si trova anche la sede del Parco Dolomidi d'Ampezzo. Da qui si sale su asfalto verso il lago Ghedina passando rasenti il campeggio di Fiames.
Giunti al lago si risale il sentiero sconnesso di radici e sassi verso Piè Tofana che raggiungiamo dopo alcuni tornanti su asfalto attraversando le zone ai piedi di Col Drusciè e Rumerlo.
Quindi si attraversa l'Olimpia per riprendere la forestale che dopo qualche strappo lungo la pista da sci porta al Rif Di Bona. Da qui si apre un panorama verso la Tofana di Rozes che inizia a rendere molto Alpin l'escursione. Ed è molto Alpin anche il sentiero che porta alla Forcella Col dei Bos visto che vi sono passaggi stretti lungo il crinale della montagna che culminano con un bel pezzettino di portage.
Dalla Forcella in poi è sostanzialmente tutta discesa che va percorsa per alcuni tratti a piedi (soprattutto per superare la frana causata dalla mina del Castelletto) e che diventano via via più ciclabili e divertenti man mano che si scende lunago la valle. Attenzione ad alcuni passaggi in cui la valle cambia morfologia per effetto del Rio Travenanzes che ogni anno passa in punti diverso.
Siamo in unambienten incontaminato e molto poco antropizzato, va presa coscienza di qiesta cose a va assaporato ogni angolo di questio favolosi 16 km della ravenanzes che cambiano di continuo e regalano passaggi, paesaggi e sorci emozionanti.
Dal Passo Posporcora in poi si entra nel percorso che sende da Fanes, quindi si passa per le famose cascate e per Ponte Outo. Quindi si arriva alla macchina velocemente di nuovo su asfalto.
Autore Cristiano Lorenzon.

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